Un anno vissuto lentamente :-)

Dico la verità, la lentezza non sempre mi appartiene. Sono sempre in viaggio per lavoro e come per molte e molti di voi la vita è spesso un delicato gioco ad incastro. Nelle mie giornate ci sta di tutto: famiglia, amici, passioni, lavoro e curiosità e tanto più riesco a farcene stare e tanto più mi diverto.
A volte però ho bisogno di andare lentamente; mi prendo i miei spazi ed i miei tempi. La dimensione più praticata in quel momento è il presente: assaporo le piccole cose, le piccole grandi felicità della vita “normale” che di normale però non hanno nulla. Ogni forma di felicità, io credo, è fatta a modo suo e non me ne voglia Tolstoj se non sono completamente d’accordo con lui.

Quando mi fermo e mi do tregua, allora ho il tempo anche per praticare il futuro: l’immaginazione è il primo passo della realizzazione. Se non lo puoi immaginare non lo puoi neppure fare, giusto? A volte per arrivare ai propri obiettivi bisogna avere pazienza e lasciar passare del tempo, lavorando piano piano, un passo alla volta. La pazienza e la perseveranza sono molto utili quando si tratta di raggiungere obiettivi sul lungo periodo, dove la fretta spesso è cattiva consigliera.
Con un po’ di tenerezza ho rispolverato un vecchio post dell’anno scorso, scritto in occasione del Festival della Lentezza 2015: Il cambiamento ed il ruolo della lentezza.

In quella occasione ho partecipato come spettatrice a molti eventi interessanti e mi sono detta: ” Che meraviglia se potessi essere lì anche io  e dire la mia!”
Bhè l’occasione è arrivata e sarà quindi un grande piacere ed onore poter raccontare il valore di riscoprire la lentezza e le storie di donne  che io e due bravissime colleghe racconteremo a chi sarà con noi. Il 18 giugno a Colorno (PR) ti aspetto.

E tu ci vuoi dire cosa rappresenta per te la #lentezza?

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