F.A.Q.
Ho un problema personale, posso rivolgermi ad un coach?
Certamente. Il coaching si rivolge a coloro che hanno obiettivi da realizzare; spesso capita che le persone che si rivolgono a me, non abbiano chiari i loro obiettivi di vita, di lavoro o relazionali. Questo si traduce in malessere, insoddisfazione… un problema insomma.
A volte invece il problema è chiaro, solo che non si sa come risolverlo.
Il coach accompagna, fa da apripista a nuove idee e/o soluzioni, illumina parti che erano rimaste in ombra.
Il coaching, NON è una pratica terapeutica, NON è una pratica psicologica, quindi non si applica a tutte quelle situazioni di vita dove è richiesto un intervento profondo di ristrutturazione della personalità. Nella sezione materiali troverai qualche informazione in più.
Non ho le idee chiare rispetto ad una decisione, un Coach che cosa mi direbbe?
Con l’aiuto del Coach si andrebbe ad esplorare ogni aspetto della questione. L’obiettivo è quello di aiutarti a riconoscere ogni elemento che ti possa essere utile, lavorando costantemente all’interno del modello Umanistico: potenzialità, obiettivi, piano di azione e verifica. Ricorda che il fine dell’essere umano è l’azione; l’azione non è un semplice “fare”, ma un “fare” che noi riempiamo di significato, che recupera la centralità della persona, quindi un “agire” a pieno titolo. A volte è questo significato che ci sfugge e allora giriamo in tondo.
Vorrei aiutare mio figlio/a adolescente a superare un momento difficile, il coaching si occupa anche di questo?
Certamente, il coaching non si occupa solamente della vita adulta e/o professionale. Un Coach aiuta il Coachee a riconoscere i propri punti di forza e quindi può essere molto utile in tutte quelle occasioni in cui dobbiamo fare appello alle parti migliori e più attive di noi.
Nel coaching per adolescenti si lavoro molto sulle lifeskills, ovvero tutte quelle competenze che servono per realizzarsi nella vita, professionale e personale.
Leggi la pagina sul lifecoaching per avere qualche info in più.
Cosa significa allenamento?
Il coach ha come primo obiettivo quello di riconoscere e restituirti le tue Potenzialità. Il fatto che una Potenzialità non sia riconosciuta e quindi non abbia la possibilità di essere allenata ed utilizzata è fonte di sofferenza. Quindi il lavoro che si pianifica per aiutare la persona a realizzare i suoi desideri tiene primariamente conto della trama individuale Potenzialità/contesto individuando specifici workout che sviluppino e favoriscano l’utilizzo delle Potenzialità del Coachee.
Ma la mia privacy è garantita?
Il rispetto della privacy, nel Coaching come nel Counselling, è definito innanzitutto dal setting professionale. Nulla di quando emerge durante le sessioni di lavoro uscirà all’esterno.
Durante il colloquio informativo viene fornito un documento (vedi sezione materiali) informativo e l’informativa sul trattamento dati personali.
Alla fine è il coach che decide cosa devo fare?
Assolutamente no. Il fine del Coaching (così come quello del Counselling) non è certo quello di sostituirsi alla persona, ma anzi, di restituirle la corretta percezione della sua sfera di influenza, quindi il potere che è nelle sue mani, per dirigere l’azione verso il proprio benessere, quello della propria famiglia e del suo contesto di riferimento.
Ma come funziona in pratica?
Generalmente le sessioni di lavoro, di circa un’ora, si svolgono nel mio studio. Sono in ogni caso disponibile, se necessario, a spostarmi per favorire persone che per motivi di lavoro o personali sono in difficoltà negli spostamenti. Durante la sessione di lavoro vengono analizzati gli obiettivi che il Coachee si dà, elaborato un piano di azione e individuati i workout necessari. Fra una sessione di lavoro e l’altra, di norma passa una settimana o due e sempre vi è un’indicazione operativa che chiude l’incontro.