Le cure di chi si dedica agli altri sono un valore invisibile.

Ho lavorato anche quest’anno fianco a fianco di chi  dedica la sua vita professionale agli altri. Abbiamo affrontato scenari a gennaio inimmaginabili,sentendo come gli altri paura, fatica, frustrazione. Non siamo immuni da queste emozioni, anzi siamo immersi negli emozioni ogni giorno, le nostre, quelle dei nostri colleghi, quelli dei nostri utenti.

Perchè fai questo mestiere, mi dicono. Già, perchè. Perchè avere cura degli altri è un’attitudine che non tutti hanno. Perchè la relazione anche se faticosa per noi ha un valore a prescindere, per quanto difficile, per quanto sfidante. Perchè sapere che sei utile, ogni giorno, riempie di senso la nostra vita. Tutto questo valore è invisibile, ma fattivo: si concretizza nei sorrisi, nelle battute, nelle strette di mano (per carità in sicurezza, eh) e nella caparbia decisione che prendiamo ogni giorno, di ricominciare, di rinnovare la nostra presenza, di riempirla di emozioni e di umanità. Questo valore viene messo in circolo e no, non è solo qualcosa che cambia la vita ai nostri utenti. E’ un valore che rientra nella tua  vita come linfa che rende il mondo più umano, più ricco, più accogliente. Si trasforma nelle gentilezze di chi saluta, ringrazia, lascia il posto. Di chi sorride, si presta ad un favore, una gentilezza gratuita, nella logica del dono e della reciprocità. Pensaci quando ti capita di considerare il lavoro sociale come qualcosa di marginale, residuale, poco interessante dal punto di vista del prestigio e della carriera. Pensaci prima di dire – chi te lo fa fare?

Chi ce lo fa fare sei proprio tu. Buon Natale.

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