Il cambiamento presuppone un’uscita da quella che viene chiamata Zona di Comfort, ovvero quella serie di abitudini, competenze, idee e convinzioni con i quali normalmente gestiamo la nostra vita. Come si vede dall’immagine, uscire da ciò che conosciamo e padroneggiamo, ci consente di entrare nella Learning zone, ovvero zona di apprendimento. Quindi per apprendere è INDISPENSABILE consentire a noi stessi di affrontare il rischio. Il rischio di aprirsi ad una abitudine nuova, un’idea che finora avevamo ignorato o scartato a priori, una relazione con chi proprio non rientra nei nostri standard di conoscenza. E’ interessante che la Learning Zone sia chiamata anche zona di stress. Affrontare il cambiamento è sempre infatti stressante; una dose di stress “buona” ci consente di essere migliori, attenti, capaci. Mobilita in noi le energie e la concentrazione necessarie per ottenere una buona performance. Quando usciamo dalla nostra zona di comfort dobbiamo fare attenzione che gli obiettivi che ci diamo (o che ci vengono dati!) non siano troppo distanti da ciò che già sappiamo gestire. Infatti se ci allontaniamo troppo rischiamo di “cadere” nella cosiddetta zona di PANICO. Quando andiamo in panico? Quando le nostre capacità, esperienza e competenze non sono in grado (o noi PENSIAMO che non lo siano) di affrontare i nuovi eventi, la nuova situazione, il nuovo incarico, il nuovo problema…Ecco che qui lo stress diviene “NON BUONO” ovvero eccessivo oppure presente per un tempo troppo prolungato. L’effetto allora è contrario rispetto a prima; le nostre performance cadono in picchiata, la nostra capacità di apprendimento cala drasticamente e noi ci sentiamo in tilt. E’ utile allora fare spesso il punto della situazione e domandarci: rispetto alla mia vita, in quali ambiti io sono disponibile ad affrontare il rischio della Learning zone? In quali ambiti sono ormai nella Panic zone? Cosa posso fare per ALLARGARE la mia zona di comfort, in modo che le mie strategie di coping (capacità di fronteggiare gli eventi) siano sempre più adeguate agli eventi?
E tu, quali strategie metti in atto?

