La prima indicazione sugli obiettivi, contenuta nel mio post precedente va seguita alla lettera, aggiungendo un ingrediente segreto:la loro classificazione.
Le liste sono utilissime, ma molta efficacia si perde se non si ragiona di priorità e di importanza. Se ami come me la sensazione del fare, devi fare molta attenzione a non correre di qua e di là per gratificare il tuo bisogno di sentirti sempre attiva/o. Questo è un passaggio difficile e quindi occorre suddividere gli obiettivi attraverso uno schema che ti permetta di visualizzarli in ordine di importanza e tenendo conto delle fonti di assegnazione. Cosa intendo? Bhè alcuni obiettivi te li darai da sola/o, altri ti verranno assegnati dalla tua organizzazione, altri ancora dal tuo diretto superiore. Alcuni saranno quindi molto importanti per te, altri per la tua azienda, altri per la persona che ha una influenza diretta su di te e che spesso rappresenta la differenza fra stare bene al lavoro oppure no.
Gli obiettivi personali riguardano le tue preferenze, che sono importantissime ma non possono essere le uniche considerate nella tua classifica. Così considererai anche ciò che vuole la tua organizzazione (o magari la tua famiglia) ed anche cosa vuole la persona da cui dipendi nella tua azienda.
Ma prima di tutto occorre che tu ti chieda:
– cosa voglio fare: le cose che più ti appassionano, i tuoi desideri, le attività e gli obiettivi che più ti interessano
– che cosa so fare: il tuo vantaggio relativo. Cosa ti riesce meglio degli altri? Per cosa sei riconosciuta/o? Che abilità ti riconosci e ti riconoscono? Che competenze?
– di che cosa gli altri hanno bisogno da me:considera il lato della domanda, del “cliente” in senso ampio del termine. Quali sono gli obiettivi che la mia organizzazione, gli altri, i miei famigliari, i miei colleghi ed il mio capo hanno bisogno che io realizzi?
Una volta incrociato la domanda e l’offerta, ovvero cosa vuoi tu e cosa vuole il tuo contesto di riferimento, allora è il momento di preparare una classifica con una scala da 1 a 10, dove 1 è il valore più basso e 10 il valore più alto. Come comporre il punteggio? E’ chiaro che obiettivi che sono sia tuoi, che della tua organizzazione, che del tuo capo avranno il punteggio più alto! Devi rivedere la classifica ogni sei mesi (almeno!) e nelle situazioni di cambiamento importante… molto più spesso.
Per chiudere il processo ora stila l’elenco dei tuoi traguardi, distinguendo fra quelli abilitanti – funzionali ai tuoi obiettivi – e quelli assegnati – assegnati da altri e da valutare in base alla classifica degli obiettivi che è stata descritta prima.
Ti aspetto la prossima settimana per un nuovo post sulla produttività personale!
