Da pochi giorni in famiglia abbiamo un nuovo membro: una piccola di WHWT, una Westy insomma.
Un cucciolo da curare ci porta a riflettere sulle fatiche del compito educativo e su quello di leadership. Soprattutto ci porta a chiederci..siamo disposti a metterci in discussione? Ad accettare aiuto e consiglio, ad accettare il confronto?
La relazione con un animale necessariamente porta in famiglia una redifinizione dei ruoli e delle relazioni. Proprio come per i genitori, è necessario che si sia uniti nell’educare l’animale. Piccolo o grande che sia il cane, se non vi ponete il problema di educarlo, di seguirlo, di osservarlo e di darvi il tempo di conoscerlo, la convivenza porterà dei problemi.
Molti pensano che sia necessario educare solo i cani grandi, perchè magari c’è il pericolo che facciano del male. Proprio come i genitori spesso pensano che le regole e le imposizioni vadano date solo ai più grandi, per limitarne l’azione e non ai piccoli, che si possono controllare più facilmente.
Così latitano alla loro funzione di guida e di educatori nel momento di maggior bisogno e cercano poi di correre ai ripari quando la situazione sfugge al loro controllo. Quando il cucciolo, ormai grande, inizia a manifestare comportamenti non funzionali, per non dire francamente nevrotici.
Come diceva Platone ” La direzione nella quale l’educazione di un uomo lo avvia, determinerà la sua vita futura”.
A dispetto dei luoghi comuni, cane o no, un cucciolo ha l’assoluta necessità di capire le regole del suo branco, di avere fiducia nelle figure di leadership (i capibranco) sapendo che questa è la strada principale per essere accettati, ricevere ciò di cui si ha bisogno, capire il proprio ruolo e modificarlo in relazione all’età ed alle competenze che si hanno.
Le regole devono essere POCHE, CHIARE E COERENTI. Nel farle applicare dobbiamo permettere al cucciolo di sentirsi al sicuro, rispettato. I nostri comportamenti devono essere in linea con le regole del gruppo e noi leader dobbiamo mantenere un comportamento prevedibile, in modo da non creare l’incertezza e la confusione che minano la sua stabilità psicologica.
Come dare torto a quei cuccioli che si rifiutano di accorrere al richiamo del padrone, sapendo che riceveranno una punizione? I mezzi coercitivi, punitivi, basati sulla paura, non funzionano.
Con buona pace per chi pensa che quanche sonoro ceffone sia salutare, così come la famosa pedata nel sedere.
La violenza e la paura generano sfiducia, minano il rapporto.
Appena cresciuti troveranno il modo di scappare sempre più spesso o di rivoltarsi contro il capobranco.
Un leader che intenda farsi seguire esclusivamente con la minaccia e la punizione sarà ben presto odiato e temuto, fino al punto di essere aggredito.
Allo stesso tempo un leader senza carisma, che non sa dire no al momento e nel modo giusto, come trascinerà il proprio cucciolo nella giusta direzione? Quando va tutto bene, quando ogni scelta è indifferente nei valori che esprime, viene a mancare il desiderio di compiacere, di essere insieme, di seguire, di fare la cosa giusta.
Allora sarà naturale decidere seguendo la prima pista che mi capita, senza seguire le indicazioni o i richiami.
Un leader che non accetta la responsabilità e la fatica del suo ruolo sarà ben presto ignorato, sopraffatto, come ben sanno i poveri padroni di cani che a casa loro non controllano più nulla!
L‘istinto ci ha detto per migliaia di anni qual’è la cosa giusta, che ci permette di sopravvivere, ma spesso non sappiamo più usarlo, oppure lo usiamo senza creare la giusta connessione con la ragione, che ci distingue.
Se nella relazione uomo – animale si perde la fiducia l’animale svilupperà comportamenti disfunzionali, l’uomo sarà frustrato ed arrabbiato, ed entrambi infelici.
Se nella relazione uomo – animale si perde il rispetto allora verrà a meno l’indispensabile legame che permette di COMUNICARE.
Fuor di contesto, possiamo farci alla luce di questa cornice qualche domanda.
Che leader sono io?
Coerente, sufficientemente forte da mantenermi salda nel far rispettare le regole della mia famiglia?
Nel mio gruppo?
E queste regole sono funzionali agli obiettivi ed al contesto o frutto di abitudini, di convinzioni errate o fuori luogo?
Osservo il mio cucciolo? Osservo il mio gruppo?
Riesco a distinguere i miei bisogni dai suoi, dai loro?
Come posso esprimere fermezza salvaguardando la comunicazione?
Come posso esprimere rispetto e tutelare la fiducia nel rapporto?
Riesco ad ammettere che in alcune situazioni può essermi utile rivolgermi ad un esperto, ad un consulente a qualcuno che ci/mi può osservare e dare un parere esterno?
Non male eh? e siamo solo alla prima settimana!
Personalmente mi sono rivolta ad una educatrice cinofila..non si è mai finito di imparare, per fortuna!
